Sembra che per molti lettori, anzi fan - perchè questo romanzo è diventato una guerra social tra fan - il fiume Avon e i Narcisi sono la chiave di lettura per capire l'amato di Candy. Nagita non rivela il nome del lui di Candy ma si intuisce con la potenza della trama della narrazione, l'uso di aggettivi e di elementi descrittivi del personaggio cui è riferito il termine giapponese per indicare lui ,anohito appunto.
Per molti fan, la lettura di questo romanzo non è seguire la trama secondo lo schema di un testo narrativo : prologo , svoglimento ed epilogo; ma cercare una serie di indizi perchè secondo loro l'autrice Nagita nel romanzo usa dei simbolismi e dei riferimenti che in maniera lampante fanno capire che questo amato sia Terence.
Insistono ad affermare con una insistenza quasi maniacale che anohito è dentro il romanzo.
Una affermazione che ha il sapore di una corbelleria enorme, grande quanto una casa.
...I fiori dei Narcisi...un elemento che per queste fan indica Terence. L'autrice li nomina nel romanzo perchè è innamorata del drammaturgo e poeta W. Shakespeare ed è stata in Inghilterra a visitare i luoghi natii dello scrittore; e ha trasferito nella sua opera quei luoghi dal momento che ha pensato che la sua protagonista Candy, ormai adulta, vivesse nel Regno unito; ma non specifica il luogo chiaramente se sia Stratford up Avon , o il fiume Avon che si trova in Scozia, sarà il lettore ad immaginare questi luoghi a lei cari. La specificità del luogo non è la chiave di lettura per risalire a chi ha pensato l'autrice come suo lui.
Nello studio dell'amato/anohito di Candy, Nagita cita i libri Shakespeare: anche in questo caso viene dalle fans indicato Terence. Si tratta di affermazioni da cui prendere le distanze; senza capire che Nagita ha trasferito nei suoi personaggi tutto quello che lei ama. Come del resto ha fatto J. Wester , l'autrice del romanzo Papà Gambalunga. Per chi è curioso e vuole saperne di più sulla vita di questa autrice può comprare un saggio dedicato alla sua biografia " C'è sempre il Sole dietro le nuovole" Vita e opere di J. Webster di Sara Staffolani edizione Flower-ed. Torniamo a K. Nagita e ai suoi personaggi ispirati dal grande maestro Shakespeare.La sua creatura perfettamente shakespeariana è Terence, l'unico che vive una fusione nella sua vita di teatro, vita e dramma. Ribadisco è assurdo leggere un romanzo, cercando solo indizi, la trama del racconto è svilita e si perde il senso della narrazione mescolando la fantasia del lettore con la storia che segue quindi una linea di narrazione diversa che è quello di uno spin - off , di una fan fiction ; non si tratta del romanzo.Altro elemento che è ricamato dalle fan è la morte di Susanna
e la lettera di Terence, sono narrati dall'autrice nella terza parte del romanzo e si trovano appunto alla fine di questa parte, perchè rappresentano in narratologia, il momento di suspance; no la svolta del romanzo e la fine del romanzo come le fan dichiarano. Addirittura ho letto che per loro è si tratta dello spunning del momento di tensione massima del romanzo.Anche per la lettera di Terence sono state dette assurdità.
Il motivo???
Perchè (secondo le fans)Candy scrive da adulta la lettera ad Anthony ( che si trova nell'epilogo ed è legata oggettivamente nel sequenza temporale della storia alla gita a Lakewood della lettera precedente)dicendo che ,poichè usa il presente, testualmente -mi sono legata ad un ragazzo a Londra- allora il ricongiungimento si è realizzato...
Vi rendete conto che sono solo fantasie che non sono scritte dall'autrice???!!
La fine o conclusione è l'epilogo che contiene un tops , uno schema narrativo, l'agnizione, che è la svolta decisiva del proseguo e della fine della storia. Albert aspetta la primavera per rivelarsi a Candy come Principe della Collina....quel famoso e misterioso ragazzo che aveva incontrato da piccola e le aveva lasciato un segno profondo nel cuore...Questa è la vera conclusione scritta dall'autrice.




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